Review and Recensione by Advice Books in Italian, too!

Review of the Last Train by Michael Pronko

JUNE 12, 2017

I must admit that I am very happy when authors ask me to review their masterpieces. Behold, this is just the case in which I reviewed a real, great, unforgettable and extraordinary novel. Although I do book promotion, it does not always happen that I read so well written novels (beware: I am not saying this because I am doing book promotion, but because it is the truth). Well, after introducing this my first opinion, I highly recommend to read this book titled The Last Train , a mystery novel written by Michael Pronko. The author is an acclaimed American writer who teaches English in Tokyo, the underground, multicultural and mysterious city where the novel is set.

Through this novel, I understood many secrets and things of our modern world. The Japanese city of the book is underground and gloomy, it is a city under the hurry of people who must take a train to go to work. The Last Train  brings us to Tokyo of the white collars, businessmen, entrepreneurs and wealthy people who strangely commit suicide just on the platform of the train, at the main station in Tokyo.

These people live only to get rich, make money and never have spare time to look their loved ones in the eyes, not even the main character of the book, namely detective Hiroshi Shimizu, a perfect combination between a skilled policeman who lived and worked in the United States and with an excellent English and a modern Japanese who is summoned at the office of his boss Takamatsu in Tokyo to investigate about the death of a foreign businessman called Steven. The latter was found dead under the train, maybe killed by a woman or maybe not, maybe one of the many foreign men who committed suicide in Tokyo. The alleged murderer could be a black hair Japanese girl called Michiko, a character who captured my attention along with the one of Hiroshi.

Michiko is the rich daughter of the rich owner of a Japanese factory. One day, the father of this female character dies because of a car accident. He was hit by a run car driver. From this stage, the novel suggests and inspires many questions to readers. Could Michiko kills many businessmen to revenge the death of her father? Or there is another inner and hidden reason who pushes wealthy men to suicide at the station while the train is running at a high speed? I was really impressed by the descriptions of the book, from the first to the last page, from the first pages in which the slaughtered corpse of the first victim Steven is wrapped in a bag by the Japanese policemen, up to the  funeral of the same foreign businessman, where also the character of Michiko appears while she is praying in front of the Japanese shrine where secrets, lies and truth are together to veil corruption and lust.

I was also greatly impressed by the high capacity to depict a perfect modern and underground Japanese environment, that, at last, is the same background of our modern civilization. Tokyo is immersed in a game of glitters and spotlights where high heeled teenagers ( with fake eyelashes) give leaflets to passengers, at the station, outside the restaurants, where everything is made only to be sold, without emotion and meaning. Under the dimness, instead, inside night clubs, twisted and bored businessmen pay a high amount of money to be urinated by naked and sensual cubists.

The investigation of Hiroshi and his boss Takamatsu also concerns these perverse clubs to look for the killer of the dead businessman. After the missing of Takamatsu, Hiroshi is more and more involved in an intricate, upsetting and expensive market of real estate, where the boundaries between suicide and homicide are too blurred to be easily disentangled. Yes, The Last Train  is a great mystery novel and the Japanese character is an excellent Asian version of Sherlock Holmes. The novel is highly recommended and suitable for translation into Italian. The style of writing is excellent because the author is an English teacher who was able to describe and create living characters and a real and modern environment. The skyscrapers and apartments in Tokyo the author described are not only this, but a superb dizziness of great literature. My vote is five stars. Impossible to give less.

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Recensione The Last Train di Michael Pronko

JUNE 13, 2017
Vi siete mai chiesti quali siano i vizi e le perversioni degli uomini di potere o come spendano i loro soldi, quelli dell’alta finanza o magari quelli che godono di sostanziose rendite mensili che i comuni mortali possono solo, lontanamente, sognare? Ecco, se volete trovare risposte a queste domande, vi invito a leggere l’ultima fatica letteraria dello scrittore americano Michael Pronko, autore del primo volume della serie poliziesca “The Last Train ”. L’opera, per il momento, è disponibile solo in inglese, ma invito caldamente, vivamente e caramente, tutti gli editori italiani ad acquisire i diritti per tradurre il romanzo in italiano e per distribuirlo in Italia. Il romanzo, un giallo in piena regola, ambientato in una Tokyo moderna e spietata, racconta le indagini e la vita di un poliziotto giapponese che ha lavorato per anni negli States: Hiroshi Shimizu.

Quando questo detective nipponico viene convocato a Tokyo dal suo capo Takamatsu, per indagare su una strana catena di omicidi o suicidi di uomini d’affari stranieri alla stazione ferroviaria della città, al lettore viene mostrata tutta la crudeltà e spietatezza della civiltà moderna, ormai fondata solo sul denaro, sulla logica degli affari e sui vizi degli uomini di potere. Sono proprio questi ultimi che vengono misteriosamente assassinati e gettati sotto il treno in corsa, mentre si stanno recando a lavoro, al loro solito lavoro, dove in pochi secondi possono guadagnare cifre da capogiro. I loro corpi vengono fatti a pezzi sotto le rotaie, mentre controllori e macchinisti sono incapaci di frenare e di evitare la morte violenta delle vittime. Omicidi? Suicidi? Questa la domanda che assilla il personaggio principale del romanzo, Hiroshi, un detective moderno, ma con l’intuito e l’arguzia di uno Sherlock Holmes alla vecchia maniera.

Un testimone ha notato, in lontananza, una donna, proprio mentre un uomo d’affari americano veniva spinto sotto le rotaie del treno. Sfortunatamente, per la cultura giapponese, è improbabile che una donna si trasformi improvvisamente in un’assassina. Nella ricerca del colpevole, però, Hiroshi e il suo capo sono costretti a cercare anche nei meandri della mente femminile, incrociando personaggi inquietanti, seducenti e misteriosi, come la bella Michiko, figlia del proprietario di una fabbrica giapponese ucciso da un’auto in corsa. La donna è cresciuta con un padre dedito solo agli affari, un capo alla guida di moltissimi operai dove il lavoro viene prima di tutto.

La ragazza , stranamente, assiste al funerale della prima vittima gettata sotto un treno, l’americano Steven, un uomo d’affari che potrebbe essere stato punito per una brutta faccenda di spionaggio industriale. Tratteggiando uno sfondo prettamente moderno e caotico, come può essere quello della metropoli di Tokyo, l’autore ci conduce in tutte le grandi contraddizioni e storture dell’epoca moderna, dove il denaro non è più un mezzo, ma solo un fine, dove anche le anime, non solo le persone, sono sempre, costantemente in vendita, così come lo sono le adolescenti con i tacchi alti e le ciglia finte che il detective Hiroshi incontra fuori dai locali e dai centri commerciali. Giovanissime e ipertruccate, queste adolescenti sono impegnate ad ammiccare ai passanti e a distribuire volantini dove si vende di tutto, anche serate in compagnia di donnine pagate per allietare potenti annoiati e viziati dall’eccesso del loro denaro.

Questi ultimi, infatti, sono i clienti più remunerativi di night club nipponici dove cubiste nude vengono pagate a peso d’oro semplicemente per urinare addosso a questi fantomatici uomini di potere. Il capitolo che descrive questo vizio, mi ha particolarmente impressionata, così come l’intero romanzo, perché mi ha messa di fronte ad una realtà che non conoscevo, ovvero quella dell’alta finanza, di un mondo perverso dove girano troppi soldi, tanti vizi e poca umanità. “ Ecco come spendono il loro schifoso denaro gli uomini di potere” , mi son detta mentre leggevo l’edizione inglese del libro. “Invece di gestire saggiamente le loro rendite ed i loro guadagni, si permettono di pagare anche 30 mila euro per farsi pisciare addosso da donnine nude, mentre i comuni mortali si dannano per arrivare a fine mese!”.

Il romanzo presenta uno spaccato realistico di un modo troppo corrotto, vizioso e globalizzato. Per questa capacità creativa di trasformare la realtà in finzione letteraria, ritengo che quest’opera sia assolutamente da tradurre in italiano e da leggere. Invito gli editori italiani a contattarmi per avere maggiori informazioni sull’autore. Michael Pronko è un insegnate di inglese americano che vive e insegna a Tokyo. I suoi romanzi hanno già riscosso un ottimo successo di critica e pubblico negli States. Sono certa, che con una traduzione in italiano, The Last Train, ovvero L’Ultimo Treno , otterrà lo stesso successo anche Italia. Tradurre per credere!

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